C A S S I N T E G R AT I UN MILIARDO NON BASTA PIÙ Troppo pochi i soldi del governon Campania emergenza per 30 mila


Fatto Quotidiano 29/05/2012 attualità Salvatore Cannavò non rientrano nelle regole previste e per cui si procede a un provvedimento emergenziale. Può essere stabilita da un accordo a livello centrale, con la presenza delle regioni interessate oppure solo a livello regionale. Nel primo caso la copertura del ministero è del 70 per cento (il 30 è a carico della Regione), nel secondo caso è a carico di quest’ultima anche se a erogare la prestazione – pari all’80 per cento del salario – è l’Inps. Se generalmente viene
prevista per 12 mesi, le Regioni spesso autorizzano casse in deroga anche per 4-6 mesi, in modo da provvedere a situazioni urgenti. E questo può generare situazioni di instabilità.
CHE LA CRISI morda più di quanto appaia in superficie è desumibile dal bollettino settimanale che scandisce vertenze e tavoli di crisi aperti presso il ministero del Lavoro o le Regioni. Soltanto negli ultimi sette giorni, so-I ricordi dell’ex presidente Fiat nel libro con Madron, così diverso da quello storico con Pansa
no diverse migliaia i posti di lavoro messi a rischio e per cui occorrerà provvedere con gli ammortizzatori sociali. Si pensi alla vertenza della Sirti, l’azienda telefonica in cui solo dopo una durissima protesta da parte dei lavoratori si è arrivati alla concessione della cassa integrazione a rotazione per i mille esuberi. Sono invece 430 i lavoratori della Kss di Colleferro, in provincia di Roma, a non sapere quale sarà il loro destino dopo che l’azienda, che produce airbag, ha deciso di delocalizzare in Romania. Se invece l’Alcatel Lucent ha deciso di dimezzare gli esuberi da 490 a 245 – anche qui grazie agli scioperi – non è stato ancora definito il tema degli ammortizzatori sociali. Oppure, ancora, il caso della Partecipazioni Società Agricola srl, del gruppo Ciccolella, che ha chiesto la riduzione di 242 posti su 397 presenti in Puglia e Basilicata. Un gruppo che va segnalato perché nei mesi scorsi era stato individuato come uno di quelli in grado di rimpiazzare parte degli stabilimenti abbandonati dalla Fiat a Termini Imere s e .
PESANO ANCHE le grandi aziende: 5400 impiegati Fiat messi in Cassa integrazione il 21 maggio e che rischiano di finirci ancora presto. In Campania c’è anche la crisi dell’Eav, la holding che gestisce i trasporti della Circumvesuviana e altri servizi e che ha annunciato tagli per 500 persone. Sempre per restare ai grandi numeri va segnalata Finmeccanica che vorrebbe dismettere un gran numero di società entro l’anno tra cui Ansaldo Breda, Ansaldo Sts e Ansaldo Energia, il tutto per fare fronte ai forti debito della grande holding di Stato.
L’allarme è stato lanciato ieri dalle pagine del Mattino di Napoli dall’assessore regionale della Campania,
Severino Nappi: i fondi per la Cassa integrazione non sono arrivati e circa 30 mila lavoratori sono a rischio reddito.
UNA CIFRA enorme anche per una regione in cui la disoccupazione supera il 15 per cento con punte del 50 per cento tra i giovani. I lavoratori per cui è stata prorogata la Cassa integrazione fino al 30 giugno sono 11043 ma, dice l’assessore, con le nuove istanze di sussidio richieste recentemente potrebbero arrivare a 30 mila con 681 aziende in crisi. Del resto, già nel 2011, afferma ancora la Regione, i lavoratori interessati a politiche “a t t i ve ” sono stati 29.847, quindi il conto tornerebbe. La cifra necessaria è
di 150 milioni solo per il 2012 ma la giunta regionale mette le mani avanti anche per il 2013 quando, presumibilmente, entreranno in vigore le nuove regole del mercato del lavoro e la stessa cassa integrazione in deroga dovrebbe scomparire o rimanere in forma di semplice proroga. “Il problema, spiega al Fa t t o Clau dio Treves, responsabile del
La crisi peggiora, le risorse per il 2011 e il 2012 sono poche e non vengono distribuite alle Regioni
mercato del lavoro per la Cgil, è che i fondi stanziati dal governo non sono stati ancora ripartiti tra le Regioni. A volte dipende dall’effettivo adempimento da parte di quest’ultime degli obblighi di legge certificando l’esaurimento delle risorse a disposizione e i versamenti all’Inps della quota di propria pertinenza. “So lo che i ritardi amministrativi si scaricano sugli stessi lavoratori” aggiunge Treves, quindi non va escluso che la Regione Campania abbia anch’essa le sue responsabilità nel creare l’allarme. “In ogni caso abbiamo già fatto presente al governo che il miliardo stanziato per il 2011 e poi per il 2012 non basterà visto l’aggravamento della crisi”.
LA CASSA in deroga è, come si evince dal nome, una deroga rispetto alla Cig ordinaria e straordinaria e dunque viene autorizzata per quelle imprese che

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Pubblicato il maggio 30, 2012, in attualità, Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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