PRECARI RIFORMA DEL LAVORO COL TRUCCO

Redazione
Continua questa manovra economica arruffata la riforma lavorativa secondo Monti avrebbe dovuta essere elaborata per ultima, in mezzo doveva essere il piano di sviluppo che forse avrebbe impedito un ulteriore diaspora di aziende all’estero(dove aspettano a braccia aperte vedi la Svizzera organizzatissima per ospitare aziende in fuga ) e invece son andati avanti tre mesi tra diatribe tra la Fornero e i sindacati perdendo del tempo utile per andare sulle esigenze primarie.
Nel frattempo l’incredibile caso dei 350.000 esodati e degli altrettanto pensionati che si visti decurtare la pensione.
Nel caso dei precari la riforma prevede queste nuove regole che a parte la maggior facilità di assunzione in rapporto ai lavoratori specializzati non mi sembra che cambi granchè.
Le tre voci per il LICENZIAMENTO ECONOMICO
da Redazione del Fatto Quotidiano 7/04/2012
SENZA MOTIVO
Sparisce la “causa” per il contratto
I contratti a tempo determinato si vedono cancellare l’indicazione delle “esigenze di carattere tecnico, organizzativo, produttivo e sostitutivo” (il “causalone”) che giustificano il “termine”, nel caso del primo rapporto di durata non superiore a sei mesi. Per sei mesi, le imprese possono stipulare contratti a tempo determinato senza specificarne il motivo e questo rende più difficile la tutela dei lavoratori. Si allungano, poi, i termini trascorsi i quali oltre la scadenza (venti, che diventano 30, per contratti fino a 6 mesi e 30 che diventano 50 oltre i 6 mesi) in cui il contratto si considera td.
APPRENDISTI
Vincolo più leggero per le assunzioni
Finora le imprese che volevano assumere apprendisti potevano farlo in un rapporto di 1 a 1 tra questi ultimi e le maestranze specializzate. Logico, per ogni operaio specializzato posso assumerne uno, e beneficiare dei relativi vantaggi contributivi e fiscali, che va formato. Questo rapporto sale a 3 a 2 a favore degli apprendisti, rendendo più agevole il loro ingresso in azienda. Inoltre, nella prima bozza, l’assunzione era vincolata al mantenimento in azienda, nei 36 mesi precedenti, di almeno il 50% degli ex apprendisti. Ora, per tre anni, questo rapporto scende al 30 per cento.
GIUSTA CAUSA
Fine del rapporto prima del termine
Il lavoro a progetto ha limiti più rigidi ma il disegno di legge introduce la possibilità di cessare il rapporto “prima della scadenza del termine per giusta causa”. Il committente può recedere dal contratto anche “qualora siano emersi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto”. La nuova norma sulle Partite Iva le equipara ai Co.co.co quando durino più di sei mesi con un fatturato con lo stesso committente superiore al 75% di quanto percepito e con una postazione di lavoro fissa. Però ci saranno 12 mesi per adeguarsi.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il aprile 7, 2012, in attualità, lavoro, lavoro precario, politica, Uncategorized con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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