“Non sono partiti, ma imprese a partecipazione statale L’ECONOMISTA VITALE: “LA QUANTITÀ DI SOLDI ASSORBITA È ASSURDA. DEVONO ESSERE ASSOGGETTATI ALLA CORTE DEI CONTI””


Redazione
Lo Stato versa alla Margherita(Rutelli) versa circa
21,4 milioni di euro, un patrimonio netto di 20,5 che milioni di euro cifre enormi si è calcolato che circa l’80% degli emolumenti viene dato con rimborsi elettorali.
Il referendum abrogativo promosso dai Radicali Italiani dell’aprile 1993 con la vittoria dei si con il 90,3% dei voti espressi con la conseguente abrogazione finanziamento pubblico ai partiti subito dopo lo scandalo di tangentopoli.
Ricordo che dopo il referendum il parlamento ha 5 anni non può fare una legge contro i quesiti del referendum.
Ma nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna, con una legge con un nome diverso da finanziamento mettenndo la voce contributo(ma di fatto si rifinanziano i partiti) n. 515 del 10 dicembre 1993[5la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l’intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro.
poi di seguito altre modifiche che apporterano un aumento del emolumenti ai partiti.
Da qui l’inziativa del Fatto per una legge sulla giuridica dei partiti con una raccolta di firme per una petizione fatta circa 4 giorni fa’.
Una legge sulla responsabilità giuridica dei partiti.
Dal Fatto Quotidiano 7/02/2012 di Caterina Perniconi
Il compito dei revisori è quello di vedere cosa c’è dietro ai bilanci per scon-giurare il falso, bisogna esaminare le fatture, ogni spesa dev’essere giustificata e documentata”. Marco Vitale, economista d’impresa, pioniere dell’analisi dei bilanci in Italia, ha sviscerato per il Fa t t o Quotidiano i rendiconti della Margherita. “Il bilancio relativo al 2008 (quando la Margherita è già confluita nel Partito democratico, ndr) è formalmente ineccepibile – spiega Vitale – ma ciò non basta, ci sono importanti osservazioni da fare. Intanto sono evidenziate disponibilità liquide e postali per 21,4 milioni di euro, un patrimonio netto di 20,5 milioni di euro e un totale di attività di 28.1 milioni di euro; e, tra i ricavi, contributi pubblici di 24.2 milioni di euro”. Secondo Vitale ne consegue che “i contributi che lo Stato versa a questo partito (e agli altri) è una cosa semplicemente folle. È inevitabile che, prima o poi, ci sia qualcuno tentato di mettere le mani su tanto ben di Dio per farsi una casetta o per fare proficui investimenti in Tanzania o altro paese esotico”. Alla luce
della quantità dei soldi ricevuti dallo Stato, per il professore “il soggetto non è un partito, cioè un’associazione di persone ai sensi dell’art. 49 della Costituzione (tutti i sottoscritti hanno diritto di associarsi liberamente in partito per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale)”.
INFATTI I CONTRIBUTIda persone fisiche associate sono la risibile somma di 149.880 euro a fronte di 24.277.368,72 dai contributi dallo Stato. “Questa è un’impresa – spiega Vitale – anzi, con i parametri italiani, è una grande impresa, anzi una grande impresa a partecipazione statale. E come tale va assoggettata, come tutte le imprese grandi, almeno all’o bbl i go del bilancio consolidato che non è disponibile, anche se esistono 3,8 milioni
“Aveva ragione chi si è fatto delle domande Va controllato cosa c’è dentro questi enormi contenitori”
di crediti verso società partecipate, oltre a 343 mila investiti nelle stesse a titolo di capitale (si tratta di due società editoriali) e all’obbligo della certificazione dei bilanci. Inoltre, trattandosi di una impresa a partecipazione statale, dovrebbe essere sottoposta anche al controllo della Corte dei conti”. E un meccanismo di questo genere poteva evitare che si arrivasse a un “caso Lusi”.
“Il grosso dei ricavi – osserva Vitale – è stato speso per servizi. Nell’arco di soli 12 mesi sono stati spesi ben 15 milioni di euro per acquisti di servizi. Di questi si dice che ben 10.5 milioni sono stati spesi per spese elettorali e di propaganda. Ed è tutto. Chi vuol saper di più passi la prossima vo l t a ”. Sono proprio queste cifre così generiche che nel bilancio del 2010 impensieriscono Arturo Parisi e i suoi che chiedono maggiori specifiche. A tre anni dallo scioglimento del partito nel Pd, la Margherita spende ancora somme astronomiche per la comunicazione e la propaganda politica (3.825.809,32 euro) o per viaggi e trasferte (944.278,35 euro). “Le diciture sono quelle classiche di un rendiconto, ma le cifre appaiono spropositate per un partito che non esiste – a ggiunge Vitale – avevano ragione quelli che si sono fatti delle domande. Era necessario sapere il contenuto di questi grandi contenitori”. Eppure una soluzione, dati gli interessi in campo, non sembra all’orizzonte: “Sia ben chiaro – conclude – che nessun miglioramento formale, nessuna migliore supervisione, nessuna migliore gestione può migliorare sostanzialmente la situazione. I partiti assorbono una quantità di denaro pubblico assurda. Devono ritornare a essere associazioni politiche. Ma non saranno gli attuali partiti e neanche quelli più recenti, penso ai comportamenti in materia dell’Idv, a produrre il cambiamento”.

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il febbraio 7, 2012, in attualità, Cronaca, economia, equitalia, politica, regione, Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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