BANCHE SENZA SOLDI CHI PAGA È IL CLIENTE

Redazione
Tempi duri per i piccoli imprenditoti(che sono tutt’ora una parte importante del tessuto produttivo e occupazionale nazionale) e per l’accesso ai prestiti anche pe il no allineamento
ai parametri di patrimonializzazione delle normativa.
Il risultato è che che scattano delle garanzie personali superiori a quelle reali.
Poi c’è il discorso dei tempi per le pratiche che secondo la Confartigianto si sono allungate da
due a tre settimane fino a sei mesi, con la conseguente mancanza di liquidità della piccola
impresa per avere un buon impatto sul mercato.

Anche per chi compra casa che fino a qualche anno fà era ritenuto un buon investimento ora i
finanziamenti anche se garantiti coprono solo parzialmente il valore del immobile le stime della
copertura sono dal 44% al 56% il resto deve essere saldato.
Se si fanno polizze di copertura è bene ricordare che non sono gratuite.

Pezzi tratti dal Fatto Quotidiano del 23/12/2011 Autore Giovanna Lantini

1 Il prezzo del risparmio Può arrivare a costare anche 253 euro l’anno. Attenti alle “zero spese”
il conto zero spese è solo un sogno per la maggior parte dei consumatori. Già per-ché anche quando la banca dice che non ci saranno costi, s’inventa mille cavilli per far pagare il correntista che raramente legge i lunghi contratti che sta stipulando.
1)Prelevare agli sportelli ai conti che non sono della propria banca costerà all’incirca sui due
euro.

2)andare in rosso, il costo può far piangere per tutto il mese successivo. E questo anche perché la cancellazione della commissione di massimo scoperto è stata sostituita da altre voci.
3)Ci sono quintali di estratti conto cartacei con un costo di rendicontazione che può raggiungere
i 4 euro
4) Mille insidie, poi tra i servizi gratuiti, come la domiciliazione delle bollette, dove però le singole operazioni solitamente si pagano una ad una
5) E ancora, i pacchetti con un tot di operazioni incluse che a conti fatti si finisce sempre col superare pagando salate quelle in eccesso
6)La crisi di liquidità degli istituti, inoltre, rischia di pesare anche sulla trasferibilità del
conto dato che le banche allungano i tempi: in attesa del via libera si finisce per pagare due
conti alla volta.
Tassi oltre il 9% e finanziamenti che coprono solo la metà del valore
2)Mutui sulla casa comprare casa è diventato più difficile. Se nel 2000 le banche si offriva-no di finanziare fino alla totalità del prezzo dell’immobile, la quota è scesa a settembre di quest’anno al 44 per cento: bisogna avere in contanti almeno la metà del valoredell’immobile per il finanziamento.
In alternativa “. Molti chiedono l’apertura di un conto corrente su cui “appoggiare il mutuo” o la sottoscrizione di polizze assicurative ricordando che queste non sono gratuite.

3. Carte di credito Revolving, interessi fino al 17%Attenzione alle carte di credito che arrivano in omaggio con l’apertura del conto. La fregatura principale è che di solito il
primo anno non si pagano, ma poi sì. E la disdetta va fatta per tempo via raccomandata. Alla larga, poi, dalle carte revolving, pubblicizzate come infinite riserve di denaro da rimborsare a rate che però non finiscono mai e sono difficilissime da tenere sotto controllo. Specialmente per isalatissimi interessi che possono arrivare anche al 17 per cento.

4. Prodotti bancari Occhio alle super offerteLa regola di guardarsi dalle super offerte negli investimenti finanziari vale in modo particolare, anche per le obbligazioni
emesse dalla banca che sta cercando di venderle al suo cliente: la storia, come dimostra il caso del convertendo “a l l e gro ” della Bpm, è piena di sogni di guadagno trasformatisi in delusioni
a caro prezzo. Discorso che vale anche per i Btp day, offerte senza dubbio interessanti sotto il
profilo dei rendimenti, ma da valutare accuratamente sotto quello dei rischi.

5. Prestiti alle imprese Sei mesi per ottenere il credito con garanzie personaliSempre più difficile l’accesso al credito per le piccole imprese, storica-
mente il vero tessuto produttivo e occupazionale del Paese. Vittime in passato di derivati
accoppiati ai finanziamenti di vario genere necessari all’azienda, oggi si scontrano con un
accesso al credito sempre più difficile. Per aprire i rubinetti, infatti, le banche chiedono loro il rispetto dei parametri internazionali di Basilea II,
ma gli stessi dirigenti bancari sanno bene che, per le loro caratteristiche, le pmi del nostro Paese non sono riuscite ad alnearsi ai requisiti di patrimonializzazione richiesti dalla normativa. Quindi scattano le garanzie personali e reali, spesso più consistenti del valore del finanziamento richiesto.
La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa veneta ha anche
riscontrato un allungamento dei tempi di istruttoria delle pratiche: se prima bastavano due o tre settimane oggi sono necessari cinque o sei mesi. Tempi biblici per un’azienda impegnata a restare
sul mercato. E se non ce la fa la banca si può rifare sulle garanzie.

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Informazioni su piemontenews

aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il gennaio 2, 2012, in attualità, Banche, economia, equitalia, finanziamenti, lavoro, news, Piemonte, politica, Uncategorized con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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