Pressioni dei paesi creditori dell”Italia(Germania e Francia) sulla manovra economica del governo Sviluppi battaglia contro le privatizzazioni

nullParti tratte da Fatto Quotidiano, Repubblica e Corriere della sera.
Redazione
Nell’ultima puntata di Servizio Pubblico Ferrero(Rifondazione Comunista) ha cercato di riassumere i rapporti economici tra Italia Germania e Francia i due paesi maggiormente creditori.
Questi tre paesi hanno entrambi poche materie prime, perciò manufatturieri ed esportatori ma cmq legati economicamente e sopratutto commercialmente è chiaro l’interese economico della Germania e della Francia sulle privatizazioni dei servizi e degli Enti Italiani di grosso livello tipo L’Eni, o di far entrare delle loro società private e multinazionali come nel caso della gestione dell’acqua, in questo caso poterbbero gestirli a loro piacimento con dei evidenti vantaggi con un probabile aumento delle tariffe sulle bollette dell’acqua e di altri beni di prima necessità.
Oltre a questo stanno spingendo il governo Italiano a modificare l’art 18 con l’art 8 ,che è un arma a favore di chi la usasse di poter ridurre ulteriormente gli stipendi dei lavoratori a qualsiasi livello nelle aziende residenti in Italia.
Questo facilitterebbe ad avere manodopera a basso costo portando l’Italia a un regime economico recessivo.
Negli ultimi giorni c’è stato un colpo di coda dei sindacati non si sa per interesse loro e della sussistenza, o per una pressione generale, la questione non è ancora stata chiarita.
Negli ultimi due mesi La Merkel Sarkosy si sono incontrati più volte, nel tentativo di elaborare strategie economiche a vantaggio dei loro paesi e non come fanno credere per un patto politico Europeo.
Per quanto riguarda la battaglia del dopo referendum appare chiara l’intenzione del governo Italiano con l’ulteriore spinta di quello Francese di ribaltare il referendum fino ad ora riuscendoci visto le privatazzione che ci son state a Torino Bologna e in tanti altri centri Italiani.
Metto la cronistoria di cosa è capitato negli ultimi mesi.
Dopo il referendum abrogativo di giugno a favore della pubblicizzazione dell’acqua due mesi dopo nel decreto varato il l3 agosto, nell’articolo 4 della manovra, è stata approvata quella che i comitati chiamano una “fotocopia del decreto la liberalizzazione dei servizi publici locali.Capo dello Stato del risultato del referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi) che obbligava
a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. ”. Una norma che ricalcherebbe
“fedelmente” l’art.23bis, reinserendo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali abrogata.
dal primo quesito del referendum.
Nella legge di stabilità stabilisce i tempi di privatizzazione.
Secondo punto nella legge di stabilità si rinforza il concetto, stabilendo che i sindaci che non
metteranno a gara i servizi pubblici locali entro il 31 marzo 2012 potranno essere commissariati
o destituiti.
Riassunto di cosa è capitato in questi mesi.
Il post-referendum è stato un proliferare di provvedimenti “lontani” da quanto espresso dagli
italiani.
Prima punto di tutto la manovra estiva, a nemmeno un mese dalla ratifica del Capo dello Stato del
risultato del referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi)
che obbligava a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. Il l3 agosto,
nell’articolo 4 della manovra, è stata approvata quella che i comitati chiamano una “fotocopia
del decreto la liberalizzazione dei servizi publici locali.Capo dello Stato del risultato del
referendum – e quindi dall’abrogazione della norma (l’art.23bis del decreto Ronchi) che obbligava
a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali. ”. Una norma che ricalcherebbe
“fedelmente” l’art.23bis, reinserendo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali abrogata.
dal primo quesito del referendum.
Secondo punto nella di stabilità si rinforza il concetto, stabilendo che i sindaci che non
metteranno a gara i servizi pubblici locali entro il 31 marzo 2012 potranno essere commissariati
o destituiti.
Terzo punto Il governo dice che ha istituito l’authority per l’acqua. Al momento però si tratta
di mera enunciazione: mancano ancora tre decreti attuativi. All’agenzia, l’esecutivo dà il
compito di scrivere una nuova norma tariffaria. Nel frattempo, i gestori e le Autorità d’ambito
continuano a mantenere la tariffe come prima, dichiarandosi in attesa della nuova normative.
Metto il link a riguardo dell’aumento delle tariffe negli ultimi due anni
http://www.corriere.it/economia/11_nove … b4d4.shtmlIl Sì all’acqua pubblica uscito dalle urne lo scorso giugno rischia di vedere i suoi effetti
allontanarsi nel tempo, imprigionando la volontà popolare nelle pastoie giuridiche della
giustizia amministrativa.
La mossa avviata da Acea – primo operatore idrico, società quotata in Borsa che ha chiesto ad un
giurista esperto.
quali armi tecniche utilizzare per contrastare la volontà dei cittadini italiani.
Un dossier articolato, inviato a Renato Conti, manager della multinazionale romana, a capo
suffragato da firma dell’avvocato Giulio Napolitano figlio del Presidente della Repubblica..
Il documento e assilutamete legittimo – sta nella data, il 24 giugno 2011. L’interpretazione
giuridica contenuta anticipa le tesi sostenute poi in tutta Italia dalle Autorità d’Ambito.
I Comitati referendari forti non solo del risultato di giugno ma anche di aver roccolto
1.400.000, solleveranno a giorni la questione del conflitto di attribuzione tra poteri dello
Stato presso la Corte Costituzionale.che cmq è un filtro di grande importanza che se si pronuncia
essendo una volonta popolare è probabile annullulamento dei primi due punti..
Dalla Marco Bersani ha dichiarato che come secondo atto di protesta Ato per Ato, una diffida
dicendo: state applicando tariffe illegittime, vi invitiamo a ricalcolarle.
La risposta siamo in attesa della nuova agenzia.
Dopo la manifestazione del 26 a Roma poi abbiamo deciso di lanciare con la manifestazione di oggi
la campagna di obbedienza civile.
I movimenti dell’acqua hanno fatto ricalcolo che se ne deduce Il 7% sugli investimenti
effettuati, appunto, al netto degli ammortamenti. In realtà, nella maggioranza dei casi il
“profitto del gestore” incide sulle bollette con un’aliquota superiore, tra il 10% e il 20%.
Anche del Biellese si era paventata una privatazzione del 51% rimanente dell Cordar , l’aumento
delle spese in generale a causa della nuova manovra situazione e il rischio della
privatizzazione sovrariccherebbe di tasse i ceti medi e i piccoli imprenditori le parti portanti
dell’economia attuale col rischio di una pesante recessione con la conseguente mancanza di
lavoro la situazione si può rinere preoccupante .
la campagna di obbedienza civile lanciata in tutta Italia dal comitato referendario Nazionale per ora non ha
avuto risposta nel Biellese basata su un controllo delle tariffe Comune per comune da mandare al
Comitato Nazionale.

Intanto segnalo questa iniziativa Verso la costruzione della rete europea per l’acqua bene
comune” che sarà fatta Napoli, 10-11 Dicembre 2011 uno dei pochi comuni che ha pubblicizzato
l’acqua.

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1227:na
poli-10-e-11-dicembre-2011-comunicato-stampa&catid=137

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aderente al ms5 Biella al comitato dell'Acqua pubblica

Pubblicato il dicembre 8, 2011, in Biella, Cronaca, lavoro, lavoro precario, open data, Piemonte con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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